Il Venerdì ammazza il Sabato

Come dice un proverbio toscano il Venerdì ammazza il Sabato ed effettivamente così è stato, ma partiamo dal principio…

Il Venerdì:

Venerdi pomeriggio vado con Raldi in una cavetta nella provincia milanese. La giornata è calda (per essere novembre), il termometro segna 16 gradi le condizioni per la cattura di qualche bel bass ci sono tutte. Scaricate dalla macchina le attrezzature iniziamo la battuta di pesca (come al solito per iniziare mi pungo con le ancorette degli artificiali).

Decido di provare con un grub bianco da 2 pollici su testa piombata da 6gr mentre Raldi monta un  crank nero snodato marcato Fishing Ferrari (2 sect. Jointed Minnow). Dopo alcuni lanci cambio esca e passo a un minnow Rapture da 5gr color grigio che simula il pesce foraggio.

Per la prima mezz’ora non sentiamo neanche mezza abboccata, ma ecco che come al solito Raldi incappa nella prima preda della giornata: un black bass di una ventina di centimetri che durante il rilascio ci da la grande soddisfazione di vedere le facce sbigottite degli indiani affianco a noi che, a differenza nostra, trattengono tutto il loro pescato che è composto prevalentemente da Carassi.

Finalmente arriva il mio turno, dopo altre due catture di Raldi, un bass sui venti centimetri anche lui e abbastanza combattivo ma che alla fine viene portato a riva leggermente impanato a causa dell’erba tagliata presente in acqua vicino alla riva, dove sembra che i bass stiano cercando riparo.

Prima di chiudere facciamo un altro paio di tiri e Raldi incrocia l’ultimo bass della giornata, il risultato finale non è dalla mia parte, un 4 a 1 che lascia poco all’immaginazione.

Il Sabato:

Nuovo giorno nuove speranze, Sabato mattina, abbandonato da Raldi, alle 7  parto da casa con la vecchia guardia (mio padre e due suoi amici) direzione canale Muzza.
L’obiettivo che mi sono prefissato è chiaro incappare in un lucioperca. Arrivati sul posto monto la mia fidata Shimano Catana da 2.70 m e come esca scelgo un Sandra bianco di 9 cm su testa piombata da 10 gr.
Passo tutta la mattinata a lanciare e recuperare senza sentire neanche una minima tocca, verso le 10.30 torno dai capi e vedo che a loro non è andata meglio perciò decidiamo di smontare tutto e tornarcene a casa, il cappotto mi sta stretto e decido che prima di ritirami a casa per pranzo vado in una cavetta vicino casa.

Arrivato sul posto e dopo due lanci, un signore e suo figlio mi vengono incontro e iniziano a farmi svariate domande sul laghetto e sullo spinning. Gli do qualche dritta sullo spot e sulle esche che di solito danno qualche soddisfazione, ma noto che il ragazzino, non convinto, scruta la mia borsa mentre cambio il grub sulla testina piombata.

I due dopo una decina di minuti vanno via ringraziandomi per le dritte, e io posso finalmente ricominciare a pescare in pace. Lancio verso una legnaia sommersa: appena il grub tocca l’acqua sento una botta in canna ed ecco il primo bass della giornata che, dopo un bel combattimento, porto a riva, rilasciato senza far la foto poichè il tempo stringe.

Rilancio ancora verso la legnaia e un secondo bass di misura modesta attacca il mio grub. Lo rilascio chiudo l’attrezzatura e mi dirigo verso casa per mangiare e prepararmi per la battuta pomeridiana alla ricerca del baffone.

Arrivato a Ceranova incontro Stefano e Alberto due pescatori conosciuti in rete e che saranno le mie guide per questo pomeriggio fuori dalle mie zone.
Prima di andare a pesca Alberto ci porta nel suo box perchè deve armare gli artificiali da lui costruiti.

Nel box è presente una bella varietà di artificiali che lui orgogliosamente  mi mostra, si passa dai popper ai minnow da siluro senza dimenticarsi di crank e jerk per qualsiasi predatore presente nelle nostre acque.

Ci dirigiamo sullo spot ma i presupposti non sono buoni: sono già presenti due macchine e il livello del fiume si è abbassato rispetto al Giovedi quando Stefano ha allamato un siluro attratto dal minnow costruito d’Alberto.

Ottimisticamente monto un Sandra da 12 cm su una testa piombata da 30 gr e inizio a sondare tutta la zona, dopo 2 ore di lanci e spostamenti in diversi spot l’unica cosa  che ho ottenuto è la perdita di una testa piombata e il relativo shad.

Saluto Stefano e Alberto ringraziandoli per il pomeriggio e invitandoli a venire la prossima primavera nelle mie zone alla ricerca del big bass.

Mentre guido verso casa continuo a rodermi il fegato perchè il siluro resta ancora rimasto un tabù per me, ma la sfida si riaprirà questa primavera e riuscirò a venirne a capo.

 

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